Menu

Warning: Illegal string offset 'output_key' in /home/franc047/public_html/wp/wp-includes/nav-menu.php on line 604

Warning: Illegal string offset 'output_key' in /home/franc047/public_html/wp/wp-includes/nav-menu.php on line 604

Warning: Illegal string offset 'output_key' in /home/franc047/public_html/wp/wp-includes/nav-menu.php on line 604

Warning: Illegal string offset 'output_key' in /home/franc047/public_html/wp/wp-includes/nav-menu.php on line 604

Warning: Illegal string offset 'output_key' in /home/franc047/public_html/wp/wp-includes/nav-menu.php on line 604

Warning: Illegal string offset 'output_key' in /home/franc047/public_html/wp/wp-includes/nav-menu.php on line 604

Warning: Illegal string offset 'output_key' in /home/franc047/public_html/wp/wp-includes/nav-menu.php on line 604

Warning: Illegal string offset 'output_key' in /home/franc047/public_html/wp/wp-includes/nav-menu.php on line 604

Biografia di Franco Bolignari

Il cantante Franco Bolignari è nato a Roma da una famiglia di musicisti. La mamma è stata una bambina prodigio alla quale il Re diede il permesso di diplomarsi in pianoforte all’età di soli quattordici anni. Il nonno era un compositore e un poeta, la nonna un’attrice di prosa. Nasce nell’ottobre del Ventinove proprio mentre crollava la borsa di Wall Street, per l’esattezza tre giorni prima, il 26, ma malgrado ciò nasce con una grande voglia di cantare.

Ha cantato sempre, ma ufficialmente ha cominciato a quattordici anni con vari complessi orchestrali appartenenti alla Quinta Armata Americana. E già, c’era la guerra allora!

Sì, ma guerra o no, crolli della borsa o no, lui doveva cantare e, di nascosto dai genitori, partecipò al concorso radiofonico L’ora del dilettante e, accompagnato da un amico sulla canna della bicicletta di lui, si recò al “Quattro Fontane”, teatro in cui si svolgeva la finale, con i suoi primi pantaloni lunghi, orrendi, di una stoffaccia che solo la carestia bellica poteva giustificare, si presentò.

- Canterai per ultimo.

“Ecco,” pensò Franco, “l’ultima ruota del carro, addio speranze”

E per finire signore e signori un ragazzo prodigio, una vera rivelazione, sono felice di presentarvi Paolo Bolignari… ehm pardon, Franco Bolignari.

Era un “certo” Mario Riva che presentava lo spettacolo.

Chiesero il bis e Franco cantò E zitto amore con tutta la gioia straripante che aveva in corpo, con le mani in tasca e i sogni appesi alle stelle.

- Tu mi vuoi uccidere!

Il padre di Franco che giaceva a letto malato di polmonite, marchiò crudelmente la pelle delicata dell’esistenza del figlio adolescente. Sarà uno sfregio permanente.

- Lei da un calcio alla fortuna!

È il maestro Mario Vallini che replica con disappunto al rifiuto del ragazzo.

Va bene, Franco rinuncia, ma i suoi studi saranno da quel momento stentati, privi di colore.

- Sei un abulico.

“Sono un infelice” avrebbe voluto gridare con rabbia Franco al padre, oramai guarito, ma allora non si poteva ‘rispondere male’. Franco non guarirà più, dal dolore della rinuncia.

Poi finalmente, superata la maturità classica, Franco si iscrive a Giurisprudenza. Ma la sua voglia di cantare urge e nel 1953 partecipa ad un altro concorso radiofonico. Vince anche questo e frequenta un corso di perfezionamento presso l’Ente medesimo, debuttando con l’orchestra del maestro Nicelli. Poi prosegue la sua carriera radiofonica con le orchestre dei maestri Strappini e Chiocchio.

Vincitore del festival di Messina nel 1954 e finalista nei festival di Firenze (1955), Vibo Valentia (1955) e Velletri (1959) entra a far parte della casa discografica RCA-ITALIANA. Vi entra proprio materialmente, accompagnato dal maestro Armando Trovajoli, suo affettuoso estimatore, a bordo della sua MG nera decappottabile. Apprezzava in particolar modo il fischio di Franco ed infatti gli fece incidere vari suoi arrangiamenti quali Vecchia Europa e ‘Na gita a li castelli. Se lo si interpella oggi risponderà “Chi, Bolignari? Er fischio”.

Franco incide numerosi dischi a 78 giri con i maestri Savina, Trovajoli e Morricone. Fra i professori dell’orchestra della Rai c’è un allora sconosciuto flautista, Severino Gazzelloni, che impreziosisce la strumentazione dei brani da lui cantati, con interventi di raffinata musicalità.

La sua attività artistica si svolge non solo in Italia agli ordini dei maestri Segurini e Canfora, ma anche in Germania con un proprio complesso del quale faceva parte Franco Bracardi.

Ma il servizio militare questa volta sostituisce l’azione di sbarramento una volta praticata dal padre, e Franco parte per il CAR di Siena. Periodo da dimenticare, ed infatti quando rientra a Roma si accorge di essere stato già dimenticato. Urlatori e cantautori la fanno da padroni e, invece di mettersi in pista per ritagliare un suo spazio, Franco si laurea.

La sua vita non può dipendere dagli isterismi della moda e poi ha conosciuto una bella ragazza, la ama, vuole solidità, una famiglia tutta sua.

Ecco però che il maestro Brandi lo convoca per un provino. Bisognava doppiare una canzone di un nuovo cartone animato della Disney. La canzone è Crudelia De Mon e il film di cartoni animati è La Carica dei 101.

Sarà il cartone con più ‘cheer’ di tutti e Franco diventerà noto per questa interpretazione.

Si sposa con Antonella e la Disney, visto il successo ottenuto con quel primo film lo sceglie anche per interpretare Magia d’estate e Tutti insieme appassionatamente, in cui canterà Quindici anni, quasi sedici. Bene, ci pagherà il parto della moglie e accoglierà degnamente le sua piccola Costanza.

C’è da dire che Franco aveva già molta esperienza nel campo del doppiaggio avendo eseguito i motivi conduttori di vari films italiani quali Tam Tam Maiumbe, Accadde fra le sbarre, Non c’è amore più grande, L’ultimo amante, ecc.

La carriera di padre, (è nata anche Gaia) marito e dirigente in una grande azienda pubblica è brillante, ma la lontananza dal mondo musicale è lacerante. Infatti dopo trent’anni di servizio si prepensiona nel 1990 e riprende i contatti con i colleghi storici della mitica Roman New Orleans Jazz Band. È proprio Marcello Riccio, il clarinettista della band, che nulla aveva da invidiare a Benny Goodman, ad invitare Franco a cantare con loro all’ “Alexanderplatz”, noto locale romano di jazz.

È un grande successo.

Da allora diviene il cantante ufficiale della Roman New Orleans Jazz Band interpretando celebri “ballads” americane e canta finalmente la musica jazz, quella che aveva imparato dagli americani della V Armata, quella che aveva conquistato il suo cuore di adolescente e che avrebbe voluto cantare sempre, anche quando alla RAI lo facevano cantare all’italiana. Con questo programma integralmente attinente al Jazz Anni Trenta- Quaranta, con la Roman New Orleans Jazz Band e poi anche con la formazione del Quartetto Biseo-Sanjust tiene numerosi concerti nell’ambito di manifestazioni culturali promosse dal Comune di Roma.

Nel 1995 fonda il suo quartetto. Decide allora di condurre i suoi concerti jazzistici come dei seminari storici del jazz Anni Trenta-Quaranta, illustrando le musiche immortali di Gershwin, Porter, Rodgers, Kern, Carmichael, ecc, interpretando famose “ballads” americane e facendo poi un parallelo con la musica italiana di quegli stessi anni. Collega ed amico di Alberto Rabagliati e di Natalino Otto, Franco ripropone così anche i successi di quei famosi cantanti e le canzoni sempre verdi di D’Anzi, Bixio, Kramer, Astore ecc.

In particolare ha successo il suo scat, quel modo di improvvisare articolando abilmente suoni e ritmi. In Italia lo fanno in pochi e soprattutto nessuno lo fa nei brani italiani.

Nel 1996 Franco Bolignari effettua varie tournée negli Stati Uniti d’America dove si esibisce per alcune associazioni culturali italo-americane, accompagnato al pianoforte da due assai noti musicisti, quali Ettore Stratta, direttore artistico della “Warner” e il maestro Mike Renzi, abituale accompagnatore del celebre cantante Mel Tormè.

Il 9 settembre 1996 è ospite di Paolo Limiti nella trasmissione …e l’Italia racconta, nel corso della quale ripropone l’ormai famoso motivo Crudelia De Mon.

Il 2 settembre ‘97 su RAI UNO va in onda la trasmissione Cinquemila lire per un sorriso di Gianni Minà, per la quale la RAI lo ha incaricato di interpretare l’omonima canzone quale sigla e motivo conduttore.

Partecipa a svariate manifestazioni estive in seno a Invito alla lettura.

Ma siccome ha una curiosità poliedrica verso tutte le forme artistiche si cimenta anche come attore e partecipa al film TV Anni Sessanta di Carlo Vanzina e poi al film I cavalieri che fecero l’impresa di Pupi Avati.

Presta la sua immagine per la realizzazione di numerosi spot pubblicitari sia per la TV nazionale che per quelle di paesi esteri (Germania, Inghilterra, Canada e Nuova Zelanda)

Incide un CD dal titolo Una serata al Pub con Cuscito, Pellini, Giacomini e Romeo.

Il 4 Aprile 2006 viene invitato per tenere una lezione-concerto presso la Facoltà di Scienze della Formazione della Università di Studi di Roma Tre sulla Musica leggera italiana degli Anni Quaranta. In quell’occasione interpreta alcuni dei motivi più famosi dell’epoca con la collaborazione di Giorgio Cuscito al pianoforte.

Il 28 maggio 2006 tiene due concerti alla Casa del Jazz di Roma con Antonello Vannucchi al pianoforte. È presentato da Lino Patruno. Special guest Carlo Loffredo e Red Pellini

Il 14 giugno 2006 è ospite di Radio due in “Notturno italiano” intervistato da Carlo Posio.

Nel 2007 incide un CD ospite della Big Band del noto clarinettista Emanuele Urso e continua a partecipare alla manifestazione estiva Invito alla lettura patrocinata dal Comune di Roma con quattro concerti.

Franco Bolignari si esibisce abitualmente in alcuni fra i più noti locali di jazz della Capitale quali Cotton club, Mahalia, Main Frame, Ouverture, Gregory, Saxophon , Jazz Magazine Club ed altri.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>